Babbo Natale scomparso

Lucia continuava a rigirasi nel letto, perché pensava che vivere nella baita fosse bellissimo, ma vivere in quella del nonno era bellissimissimo. luca, che era nella stanza, pensava la stessa cosa e siccome il sonno proprio non veniva, decisero di non sprecare la notte di natale continuando a rigirarsi ma di perlustrare la baita. luca aprì una tendina che copriva l’abbaino, le stelle brillavano più del solito: quella era la notte speciale quando era nato Gesù il figlio di Dio.

Con una piccola torcia portata da luca scesero le scale aiutandosi con il corrimano di legno. c’era un salottino con una poltrona, un tavolo, poche sedie, un camino, delle mensole con dei libri e una finestra che si affacciava alla legnaia. un muro divideva la stanza della cucina e quella del salotto. la cucina aveva il forno a legna, l’armadio con le pentole e un piccolo spazio dove mettere la legna per il fuoco.

Luca notò una scala a pioli che scendeva. lucia scese per prima, poi la seguì luca. Quando toccarono il pavimento, videro un grande spazio di terra battuta con casse di vino e bottiglie di champagne: ce n’erano a centinaia, con un sacco di formaggio e qualche topo.

I bambini si sedettero su alcune casse fino a quando… apparve un folletto come nelle fiabe, con babbucce rosse, pantaloni e maglietta verdi e un campanello color oro. Faceva suonare il campanellino in continuazione per l’agitazione. in fretta e furia spiegò a lucia e luca (molto stupiti) che era un folletto di babbo natale e che un giorno, rientrando dal lavoro, aveva visto la slitta di elatan obbab (il cattivo fratello di babbo natale) con sopra babbo natale imbavagliato e legato.

«Io ho interpellato il servizio segreto degli elfi», diceva, «e hanno concluso che solo l’elevata fiducia dei bambini in Babbo Natale potrà contrastare la magia di Elatan Obbab».

L’elfo, senza chiedere niente, soffiò loro addosso della polverina e tutti e due giunsero in una stanza piena di giocattoli. C’erano degli elfi che si presentarono: quello che li aveva accompagnati si chiamava olù, la sua amica elfa si chiamava isabella. nick, il più anziano, aveva piccoli occhiali sulla punta del naso.

Con l’otrakon gli elfi potevano teletrasportarsi dove volevano. olù digitò il posto e tutti loro si teletrasportarono in una casa buia e tetra. luca aveva sempre la torcia: la accese; c’erano un sacco di porte, fino a una stanza con la luce accesa ove Babbo Natale era legato come un salame. Gli elfi gli corsero incontro e lo slegarono.

Luca era preoccupato, era stato troppo facile! e aveva ragione: in quel momento apparve un’ombra scura.
aveva il ghigno sui denti e disse: «buongiorno caro fratello, qualcuno è venuto a farti compagnia».
Gli elfi si voltarono e il loro sorriso divenne più rigido e dissero: «Di’ quel che vuoi, così noi ce ne andiamo».
Olù prese l’otrakon e impostò il luogo, ma non funzionava. olù capì subito che elatan obbab stava usando la sua pietra magica, che era in grado di annullare qualsiasi magia. i bambini capirono che era il loro momento.
intanto elatan obbab stava pronunciando la formula per far scomparire babbo natale, quando lucia e luca gli si misero davanti; il cattivo pensò che avrebbe fatto scomparire anche i bambini.

Ma per quanto ripeté la formula non ci riuscì: alla fine riuscì solo a spaccare in mille pezzi la pietra magica. olù allora rischiacciò l’otrakon e finalmente riuscirono a ritornare nella stanza dei giocattoli dove però trovarono anche il malvagio.

Babbo natale gli disse: «ma perché vuoi rapirmi e distruggere?»
lui rispose: «perché sono geloso, tu sei quello che distribuisce i regali che i bambini aspettano tutto l’anno. per una volta vorrei esserlo io!»
babbo rispose: «ma bastava dirlo! Facciamo così: io ti faccio guidare la slitta per un Natale, a turno ci alterniamo». luca e lucia arrivarono alla baita nel loro letto e poi…
«Luca, Lucia! Svegliatevi!»

Luca e lucia si domandavano se fosse stato un sogno. scesero le scale e trovarono una montagna di regali e una lettera con scritto: «cari bambini, grazie a voi ho coronato il mio sogno. Ho cambiato nome: Fratello Natale».

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