Gidone il bullone

Gidone è nuovo, tutto cromato,
ad un dado sta sempre avvitato,
Per fare più forza ha la rondella
mai si separa pure da quella.

Smarrisce quel dado una mattina
mentre si trova nell’officina,
senza l’amico non può più unire
tra il ferro vecchio andrà a finire.

Gidone lo cerca, è assai agitato,
sul pavimento ha già rovistato,
dà uno sguardo in un cassetto
poi va sul tavolo lungo e stretto.

Trova un dado sottile e quadrato
troppo diverso da quello lasciato,
ne incontra uno, detto a galletto
che gli ricorda uno strano berretto.

Cercando scopre con meraviglia
un piccolo oggetto che gli somiglia,
è senza dado, non ha la rondella,
la testa è piccola, la forma snella.

“Sono la vite! Non mi avevi mai visto?
Unisco, stringo e da sola resisto.”
Gidone l’osserva, tutto intorno gli gira
dimentica il dado si ferma e l’ammira.

A cura di Fiorenzo Gori

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