La notte di Halloween

Antonio e Francesca sono due bimbi vivaci e sensibili.   Stanno complottando per preparare la notte prossima: LA NOTTE di HALLOWEEN

Sanno che Halloween oggi è una festività dedicata soprattutto ai bambini: una notte di strani incontri, in cui streghe, scheletri e diavoli si aggirano muniti di lanterne, ceste e campanelli. I bambini mettono in scena il ritorno dei morti abbigliandosi in modo bizzarro e spaventoso. Così, travestiti, suonano i campanelli di tutte le case illuminate cantando una canzone generalmente lugubre. E’ obbligatorio per gli adulti mostrare un grande spavento alla loro vista, e correre speditamente a prendere mele,noccioline, frutta candita, biscotti e soldini da mettere nelle loro ceste.

Antonio dice: “Come ci dobbiamo vestire?” E Francesca pronta: “Io mi vestirò da strega, ma prima metterò sul davanzale della finestra una bella zucca” “Io invece mi vestirò da zompi.

Andiamo a provare i vestiti. Sono ancora lì dall’anno scorso”.

La notte è serena: una bella luna piena risplende nel cielo.

È già iniziata la processione degli esseri infernali ed i bimbi hanno un po’ paura, ma non vogliono ammetterlo e si dirigono con altri amici verso le case.

La prima casa che incontrano sul loro cammino è quella della nonna.

Toc toc. “Aprite agli zombi ed alle streghe!”. Gridano con voce stridula.

La nonna compare sull’uscio, finge di tremare e di non riconoscere i nipotini e domanda: “Che cosa volete da una povera vecchietta?”

“Non devi temere nulla da noi se ci offrirai qualcosa”.

La buona donna rientra in fretta e porta loro un bel vassoio di paste, che aveva già preparato.

Poi, dal portamonete, prende qualche soldino e lo lancia nell’aria.

I bambini si buttano a capofitto per racimolarne qualcuno, felici della prima raccolta e continuano il loro cammino bussando di casa in casa.

Ad un certo punto però ecco apparire una figura nel buio della notte: la luna si era nascosta dietro ad una nuvola.

“Mamma mia! Gridano insieme. Ma quella è una strega vera” La figura avanzava: era alta, gigantesca

Era proprio minacciosa ed i bambini impauriti non sapevano più dove scappare.

Fortunatamente si trovarono davanti ad una casa. Bussarono Nessuno aprì, ma un cane si fece loro incontro minaccioso. Era un bellissimo cane nero, ma i bimbi furono terrorizzati.

Avevano, infatti, paura che qualche persona fosse molto adirata con loro per le malefatte che qualcuno più villano degli altri avevano fatto.

Ecco quanto poteva accadere.

I bambini in questo giorno, hanno infatti la possibilità di travestirsi “terrorizzando” gli adulti, che, a loro volta, sono costretti ad essere tolleranti con i bambini, i loro giochi e i loro scherzi spesso tremendi. Durante la notte di Halloween non viene punito neppure quello che è considerato lo “scherzo” più fastidioso, cioè rompere con un sasso i vetri delle finestre delle case e apparire attraverso l’apertura. Il più delle volte, però , i bambini insaponano soltanto i vetri, ed è anche usanza tollerarli mentre annoiano o interrompono continuamente i discorsi degli adulti. Durante questa notte gli esseri spaventosi, che popolano i sogni, i fantasmi, l’uomo nero, gli animali feroci, vengono messi allo scoperto e i bambini ne assumono le sembianze scacciando via in questo modo le paure e le ansie.

Non era però il caso di Antonio e Francesca, due bimbi buoni e educati.

Il cane, che era uno spirito angelico, sapeva questo e li rassicurò.

Così i due bimbi con i loro amichetti continuarono la loro spedizione confortati.

Sfuggirono anche alla grande strega, che nel frattempo era scomparsa.

Probabilmente era stato per l’intervento del cagnone angelico.

La notte, nuovamente illuminata dalla luna piena, metteva in risalto le figure dei ragazzi con i loro travestimenti.

Il faccione della luna sembrava ridere dall’alto.

Ad un tratto nel cielo cominciarono a svolazzare alcuni pipistrelli: nuova paura per i nostri amici.

Essi pensarono che potessero assalirli e far loro del male.

Non si erano accorti però, nel loro girovagare, di essere giunti nei pressi della propria casa, quando sentirono la voce della mamma che, fattasi sull’uscio, preoccupata per il loro ritardo, li chiamava a gran voce.

Infatti la notte volgeva ormai al termine ed il cielo cominciava a schiarirsi.

Le tenebre ed i loro fantasmi si dileguavano e, alla voce della mamma, i bimbi, felici, si sentirono al sicuro e si apprestarono a rientrare con i loro doni.

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