Racconto per bambini ispirato al Vangelo di Luca (17, 11-19).
In un villaggio ai piedi di una montagna, vivevano dieci uomini che erano molto amici, ma avevano una tristezza nel cuore. Una malattia della pelle, che tutti chiamavano “lebbra”, li teneva lontani dalle loro case, dalle loro famiglie e non potevano giocare con gli altri bambini. Dovevano vivere insieme, un po’ fuori dal paese, e gridare “Via! Via!” quando qualcuno si avvicinava, per non contagiare nessuno.
Un giorno seppero che di lì sarebbe passato un uomo buono e speciale di nome Gesù. Dicevano che aveva guarito tante persone! I dieci amici, pieni di speranza, andarono ad aspettarlo al limite del villaggio.
Quando finalmente lo videro arrivare, si misero a chiamarlo da lontano, con le voci piene di tristezza e di speranza: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”.
Gesù li vide e il suo cuore si riempì di compassione. Non si avvicinò, ma li guardò con amore e disse: “Andate a farvi vedere dai sacerdoti del tempio”.
I sacerdoti erano come i dottori di allora. Anche se non capivano bene il perché, i dieci amici obbedirono e si misero in cammino. E una cosa meravigliosa accadde: mentre camminavano, la loro pelle cominciò a cambiare! Le macchie scomparvero, diventarono sani e puliti come non lo erano da tanto, tanto tempo. Erano guariti!
La gioia fu grandissima! Nove di loro, fuori di sé dalla felicità, continuarono a correre verso il villaggio per abbracciare le loro mamme, i loro papà e i loro amici. Volevano tornare subito alla vita di prima.
Uno solo di loro, un uomo di un paese lontano chiamato Samaria, si fermò. Il suo cuore gli batteva forte non solo per la gioia, ma per la gratitudine. Si voltò, e mentre gli altri nove correvano via, lui corse da Gesù. Si gettò ai suoi piedi, lo abbracciò forte e, con le lacrime che gli scendevano dagli occhi, gli disse “GRAZIE” con tutta la forza che aveva. “Grazie, Gesù!”.
Gesù lo aiutò ad alzarsi, ma aveva un’espressione un po’ triste. Disse: “Non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? È tornato qui a ringraziare Dio solo questo straniero?”. Poi, guardando l’uomo ai suoi piedi con un dolce sorriso, aggiunse: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato”.
L’uomo, con un cuore ancora più leggero e felice, tornò a casa, non dimenticando mai il dono che aveva ricevuto e la gioia di aver detto “Grazie”.
Breve Commento per Bambini:
Cari bambini, questa storia non parla solo di una guarigione miracolosa, ma ci insegna una parolina magica importantissima: GRAZIE.
Tutti e dieci gli uomini sono stati guariti, ma solo uno è tornato da Gesù per ringraziarlo. Gesù non era triste perché voleva i complimenti, ma perché sapeva che dire “grazie” rende il cuore ancora più felice e più buono.
Quando qualcuno ci fa un regalo, ci aiuta o ci vuole bene, dire “grazie” è come dare un abbraccio con le parole. È un modo per riconoscere l’amore che abbiamo ricevuto. Quel “grazie” dell’uomo guarito è stato un dono bellissimo che ha fatto a Gesù, proprio come la guarigione era stato un dono per lui.
Ricordatevi: un cuore grato è un cuore felice!





