Cari catechisti e genitori,
domenica 8 novembre il Vangelo ci porta la parabola delle dieci vergini che aspettano lo sposo (Mt 25,1-13). È una pagina che ai grandi parla di vigilanza e di fine dei tempi; per proporre la parabola delle dieci vergini per bambini abbiamo scelto un’immagine che conoscono bene: una festa, una notte d’attesa e dieci lanterne da tenere accese.
Nel racconto non abbiamo nascosto la porta che si chiude, perché è il cuore della parabola. Il commento finale aiuta a leggerla con serenità: Gesù non vuole spaventarci, vuole svegliarci, perché desidera che tutti siano alla sua festa. L’olio della lanterna è l’amore che prepariamo giorno per giorno, e nessuno può amare al posto nostro.
Il racconto è adatto a bambini dai 6 ai 10 anni. Buon cammino insieme!
Nel villaggio di Colle Sereno, quando due giovani si sposavano, si faceva la festa delle lanterne. Lo sposo arrivava di notte, e dieci bambini lo aspettavano lungo la strada con le lanterne accese, per accompagnarlo fino alla casa della sposa. Lì cominciava il banchetto, con la musica e i dolci di miele.
Quell’anno si sposava Davide, il falegname, con Rachele, la figlia del mugnaio. E tra i dieci bambini scelti per le lanterne c’erano anche Anna e Tommaso, che abitavano porta a porta.
Il pomeriggio della festa Anna riempì la sua lanterna d’olio e poi riempì anche una piccola boccetta da portare con sé.
«E quella a cosa serve?» rise Tommaso.
«Non si sa mai quando arriva lo sposo» rispose Anna. «La notte può essere lunga.»
«Che esagerata! Arriverà prestissimo. E poi la boccetta pesa.» Tommaso fece spallucce e corse via con la lanterna mezza piena. Quattro bambini fecero come lui. Altri quattro, invece, fecero come Anna.
Al tramonto i dieci bambini si sedettero al crocicchio, dove la strada scende verso il fiume. Accesero le lanterne e aspettarono. Passò un’ora. Ne passarono due. Le stelle si accesero una dopo l’altra, ma dello sposo nemmeno l’ombra.
Uno sbadiglio, poi un altro. A poco a poco le teste cominciarono a ciondolare, e alla fine tutti e dieci si addormentarono, appoggiati l’uno all’altro come gattini.
A mezzanotte un grido squarciò il silenzio: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!»
I bambini saltarono in piedi. Le lanterne erano diventate piccole piccole, perché l’olio era quasi finito. Anna aprì la sua boccetta e rabboccò la lanterna, e la fiamma tornò alta e allegra. Lo stesso fecero i suoi quattro amici.
Tommaso invece guardò la sua lanterna: faceva fumo, tremolava… e si spense.
«Anna, ti prego, dammi un po’ del tuo olio!»
Anna guardò la sua boccetta. Avrebbe voluto aiutarlo con tutto il cuore. Ma ci pensò un attimo: «Se lo dividiamo, si spengono tutte e due le lanterne prima di arrivare, e nessuno illuminerà la strada allo sposo. Corri dal mercante dell’olio, svegliatelo, fai presto!»
Tommaso e gli altri quattro corsero via nel buio.
Intanto, giù per la strada, arrivava lo sposo con i suoi amici, tra canti e risate. Anna e i suoi compagni gli andarono incontro con le lanterne alzate e lo accompagnarono fino alla casa di Rachele. Entrarono tutti, e la porta si chiuse. Dentro cominciò la festa.
Molto più tardi Tommaso tornò, con il fiatone e la lanterna finalmente accesa. Bussò alla porta: «Apriteci! Siamo noi, quelli delle lanterne!»
Da dietro la porta rispose la voce dello sposo: «Mi dispiace. Io non vi conosco: sulla strada, quando sono arrivato, voi non c’eravate.»
Tommaso si sedette sul gradino. Da dentro arrivavano la musica e il profumo dei dolci di miele. Non era mai stato così triste.
La mattina dopo il nonno lo trovò ancora pensieroso. Tommaso gli raccontò tutto. Il nonno gli mise una mano sulla spalla: «Vedi, Tommaso, certe cose non si possono comprare all’ultimo minuto e non si possono prendere in prestito. Bisogna prepararle prima, un po’ alla volta.»
Tommaso guardò la sua lanterna vuota. Poi andò in cantina, prese una boccetta e la riempì fino all’orlo. «La prossima volta» disse, «io sarò pronto.»
Il significato della storia (per bambini)
Gesù ha raccontato questa storia per dirci una cosa importante: state pronti, perché lui viene. Verrà alla fine dei tempi, ma viene anche ogni giorno: nella preghiera, nella Messa, nelle persone che incontriamo.
La lanterna è la nostra vita, e l’olio è l’amore che mettiamo da parte ogni giorno: una preghiera, un gesto gentile, un «scusa», un aiuto dato senza che nessuno ce lo chieda. Hai notato che si erano addormentati tutti e dieci? Gesù sa che siamo piccoli e ci stanchiamo. La differenza non la fa il sonno: la fa l’olio.
Perché Anna non ha diviso il suo olio? Non perché era egoista, ma perché ci sono cose che nessuno può fare al posto nostro: nessuno può voler bene, pregare o dire «sì» a Gesù al posto tuo. Gesù non ci racconta questa storia per farci paura, ma per svegliarci: desidera tantissimo che alla sua festa ci siamo tutti, con la lanterna accesa.
Domande per parlarne insieme
- Che cosa ha portato Anna che Tommaso non aveva?
- Secondo te, che cosa può essere «l’olio» per un bambino come te?
- Che cosa puoi fare questa settimana per tenere accesa la tua lanterna?
Un’idea da fare insieme
Il barattolo dell’olio. Prendete un barattolo di vetro e ritagliate tante gocce di carta gialla. Ogni sera, prima di dormire, il bambino mette nel barattolo una goccia per ogni gesto d’amore fatto durante la giornata: una preghiera, un aiuto, un perdono. Domenica prossima guardate insieme quanto «olio» avete messo da parte.
Preghierina
Gesù, sposo buono, aiutami a tenere accesa la mia lanterna. Riempila ogni giorno del tuo amore, perché quando arrivi tu io sia sveglio, con il cuore pronto per far festa con te. Amen.




