Il deserto dei grandi Sì

Il deserto dei grandi Sì

Cari catechisti, genitori, educatori,

state per proporre ai bambini un brano fondamentale del Vangelo: le tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11). Non è facile spiegare concetti come il digiuno, la tentazione e la vittoria sul male ai più piccoli, ma è un’occasione preziosa.

Il racconto che segue cerca di tradurre questo dialogo profondo in immagini e situazioni vicine al loro mondo. L’obiettivo non è spaventare con la figura del “diavolo”, ma far capire che tutti, come Gesù, sentiamo dentro di noi delle “vocine” che ci invitano a essere egoisti, a cercare scorciatoie o a volere tutto e subito.

Usate questa storia come punto di partenza per una conversazione serena. Potreste chiedere ai bambini:

  • Quali sono le “pietre” che a volte vorremmo trasformare in qualcosa di buono solo per noi stessi?
  • Quando ci è capitato di voler essere i primi o i più forti (come la tentazione del potere)?
  • Chi sono gli “angeli” che ci aiutano quando diciamo di no a qualcosa di sbagliato?

L’augurio è che, attraverso questo racconto, i bambini possano scoprire che dire “sì” a Gesù e al suo amore è sempre la scelta più bella e coraggiosa. Buona lettura e buon cammino di Quaresima a tutti!

Il deserto dei grandi Sì

C’era una volta, in un paese lontano e assolato, un uomo di nome Gesù. Aveva un cuore grande come il mare e uno sguardo buono come il sole al mattino. Un giorno, sentì dentro di sé il bisogno di fare silenzio, di parlare con il suo Papà del cielo prima di iniziare la sua missione più importante. Così, decise di andare nel deserto.

Il deserto non era come la sua solita casa. Non c’erano alberi con frutti dolci, né ruscelli con acqua fresca, né il chiacchiericcio allegro della gente. C’era solo silenzio, sabbia e un sole che picchiava forte. Gesù rimase lì per tantissimi giorni, quaranta per l’esattezza, senza mangiare nulla. Pregava, pensava e si preparava.

Pian piano, però, la fame cominciò a farsi sentire. Il suo stomaco brontolava come un piccolo mostro affamato.

Fu in quel momento che qualcuno si avvicinò a Lui. Non era un angelo buono, ma un personaggio subdolo e astuto: il Tentatore. Costui non aveva corna o forcone, ma parlava con una vocina melliflua, come quella di un serpente.

Vedendo Gesù così debole, il Tentatore pensò di fare un primo brutto scherzo. Indicò alcuni sassi rotondi e scuri che sembravano proprio dei panini.

«Ehi, Gesù!» sussurrò il Tentatore. «Se sei davvero il Figlio di Dio, che fai qui a morire di fame? È facile! Di’ a questi sassi di diventare pani. Basta un piccolo miracolo, no? Pensa che bellezza, un bel pancotto caldo! Nessuno lo saprà. Mangerai e nessuno si farà male. Dove sarebbe il male?»

Gesù, anche se aveva tanta fame, guardò il Tentatore dritto negli occhi. Lui sapeva che il suo Papà non voleva che usasse i suoi poteri per sé stesso, come una magia. Il cibo del corpo è importante, ma ancora più importante è il cibo dell’anima: l’amore e la fiducia in Dio.

«Sta scritto nella Bibbia,» rispose Gesù con voce calma ma ferma, «che l’uomo non vive solo di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. La tua idea non è buona, perché è egoista.»

Il Tentatore, sconfitto, ci riprovò. Portò Gesù con l’immaginazione sulla cima più alta del grande tempio di Gerusalemme. Sotto, il vuoto faceva paura.

«Sei proprio sicuro di fidarti di Dio?» sibilò il Tentatore. «Buttati giù allora! La Bibbia dice che Dio comanderà ai suoi angeli di prenderti in braccio, così non sbatterai nemmeno un piede. Pensa che spettacolo! Tutti ti vedranno e diranno: “Wow, Gesù è proprio speciale!”. Diventerai famoso all’istante, senza fatica!»

Era una proposta per fare colpo, per farsi ammirare senza aver fatto nulla di buono. Ma Gesù non aveva bisogno di mettere alla prova il suo Papà per sentirsi amato.

«Sta scritto anche,» rispose Gesù, «che non devi tentare il Signore Dio tuo. Non si fa così, chiedendo prove. Io mi fido di Lui, senza bisogno di metterLo alla prova.»

Il Tentatore, per niente soddisfatto, fece l’ultimo tentativo, il più pericoloso. Mostrò a Gesù, con un trucco da mago, tutte le città del mondo, con i loro tesori, i palazzi e i re potenti.

«Tutta questa roba è mia!» mentì il Tentatore. «E io posso darla a te. Immagina: non ci sarebbero più prepotenti, potresti comandare tu a tutti e costringerli ad essere buoni! Potresti risolvere tutti i problemi con un clic. Ti basterà una cosa sola: inginocchiarti davanti a me e adorarmi. Solo un piccolo inchino, e il mondo sarà tuo.»

Questo era il tranello più grosso: scegliere la strada comoda del potere e del comando, invece della strada difficile dell’amore e della libertà. Gesù si infiammò di sdegno. La sua pazienza era finita.

«VA’ VIA, SATANA!» tuonò Gesù, e la sua voce risuonò forte nel deserto. «Sta scritto: “Adorerai il Signore Dio tuo e a Lui solo renderai culto”. Io sono venuto per servire, non per essere servito! Io voglio il bene di tutti, ma senza fare patti con te!»

In un attimo, il Tentatore sparì, come nebbia al sole. La sua vocina non si sentiva più.

Allora, un vento leggero e fresco portò sollievo a Gesù. Dal cielo scesero degli angeli luminosi e gentili, che si presero cura di Lui, gli portarono da bere e gli sorrisero.

Gesù aveva detto “No” alle scorciatoie facili ma sbagliate. Aveva detto “Sì” alla fiducia nel suo Papà. Era pronto, ora sì, per iniziare la sua strada, quella strada che lo avrebbe portato a incontrare tanta gente e a voler loro un bene infinito.

Breve commento per bambini

Nel deserto, Gesù ha vinto una grande partita contro il Tentatore. Il Tentatore gli diceva: “Pensa solo a te stesso, fai il furbo, usa il potere per commandare!”. Ma Gesù ha risposto: “No, io mi fido di Dio, voglio bene agli altri e non ho bisogno di essere il più forte per essere felice”.

Anche noi, a volte, sentiamo una vocina che ci dice cose sbagliate: “Non condividere il giocattolo”, “Rispondi male”, “Fai i capricci”. La Quaresima è il tempo in cui, come Gesù, possiamo dire “No” a queste vocine e dire “Sì” all’amore, alla condivisione e alla fiducia in Gesù. Lui è lì con noi e alla fine, come con gli angeli, ci aiuta a essere felici.

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