Cari catechisti e genitori,
questo racconto nasce dall’ascolto del Vangelo di Giovanni (4,5-42) e vuole essere un ponte per portare i bambini all’incontro con Gesù, proprio come accadde alla Samaritana. Abbiamo cercato di tradurre in immagini semplici e vicine al loro mondo i grandi temi di questa pagina: la sete di senso che ognuno porta nel cuore, la conoscenza profonda che Dio ha di noi (anche delle nostre fragilità) e il passaggio dall’acqua del pozzo all'”acqua viva” dello Spirito.
L’obiettivo è far sentire il bambino protagonista di questo incontro: Gesù non giudica, ma accoglie e conosce. E l’incontro con Lui è così bello che non si può fare a meno di condividerlo (come fa Rachele correndo in paese). Durante o dopo la lettura, potete soffermarvi su queste domande: Che sete aveva Rachele? Che sete abbiamo noi? Perché Rachele lascia la brocca? Cosa ci fa venire voglia di correre a chiamare gli altri?
Buona lettura e buon cammino verso la Pasqua!
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C’era una volta un uomo di nome Levi che aveva un segreto bellissimo nel cuore. Un giorno, stanco di camminare sotto il sole caldo, arrivò in un paese di montagna, vicino a un vecchio pozzo. Era il pozzo di un uomo buono che era vissuto tanto, tanto tempo prima. Levi si sedette lì, vicino alle pietre scaldate dal sole, e aspettò.
A mezzogiorno, quando il caldo era più forte e non c’era nessuno in giro, arrivò una donna del villaggio con una brocca vuota. Si chiamava Rachele. Aveva gli occhi un po’ tristi e camminava a testa bassa. Gli altri del villaggio, la mattina presto o la sera tardi, andavano a prendere l’acqua insieme, ridendo e chiacchierando. Ma Rachele no. Rachele andava sempre da sola.
Mentre calava la secchia nel pozzo, sentì una voce gentile: “Per favore, mi daresti da bere?”
Rachele si voltò e vide Levi. Rimase sorpresa. “Ma come?”, chiese. “Tu sei un uomo di fuori, e io sono una donna di questo posto. Di solito la gente come te non parla con gente come me.”
Levi sorrise. “Se tu sapessi chi è che ti chiede da bere, saresti tu a chiedere a me. E io ti darei un’acqua speciale, un’acqua viva che toglie la sete per sempre.”
Rachele era confusa. Guardò la sua brocca, poi il pozzo profondo. “Signore”, disse, “il pozzo è profondo e tu non hai nemmeno una secchia. Come puoi darmi quest’acqua? I nostri padri hanno sempre bevuto da questo pozzo. È forse la tua acqua più buona di questa?”
Levi le rispose: “Chi beve di quest’acqua, dopo un po’ avrà di nuovo sete. Ma chi beve dell’acqua che io darò, non avrà più sete in eterno. Diventerà dentro di lui come una sorgente che zampilla, una fontana che non si ferma mai.”
Rachele sentiva una strana emozione nel petto. Quell’acqua misteriosa le sembrava una promessa bellissima. “Signore”, mormorò, “dammi di quest’acqua, così non avrò più sete e non dovrò più venire fin qui ogni giorno.”
Lei pensava ancora all’acqua della brocca, a non dover più camminare sotto il sole. Ma nel suo cuore, Levi vedeva qualcosa di più profondo. Le parlò della sua vita, delle cose tristi che erano successe, come se la conoscesse da sempre. Rachele capì che quell’uomo non era come gli altri. Parlava con una saggezza che veniva da lontano.
“Vedo che tu sei un profeta”, disse. E poi, indicando il monte lontano, aggiunse: “I nostri padri hanno pregato su quel monte. Voi invece dite che il posto giusto per pregare è Gerusalemme. Dove si prega davvero?”
Lei aspettava una risposta sul posto giusto, sulla mappa.
Invece Levi le disse una cosa incredibile: “Credimi, donna, viene il tempo che non cercherete più il luogo giusto per parlare con Dio, né su questo monte, né a Gerusalemme. Dio non sta chiuso in una chiesa o in un monte. Dio è amico di chi lo cerca con il cuore. E chi lo cerca con il cuore, lo trova, perché Dio è come il vento: non lo vedi, ma senti che c’è.”
Rachele trattenne il fiato. Le sembrava che dentro di lei si fosse accesa una piccola luce.
Poi Levi le disse la cosa più grande: “Io che parlo con te, io sono proprio Colui che aspetti. Sono io l’Amico che viene da Dio.”
In quel preciso istante, Rachele dimenticò la brocca. La posò a terra, di fianco al pozzo. L’aveva portata per prendere l’acqua, ma ora aveva trovato qualcosa di molto più prezioso: qualcuno che la conosceva e la amava per come era. Sentiva dentro un’acqua fresca e buona che le riempiva il cuore.
Corse in paese, lasciando tutto lì. Entrò nelle case, chiamò la gente per strada e gridava: “Venite, venite a vedere! C’è un uomo al pozzo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non vi dico com’è, venite a vederlo voi stessi!”
E la gente, vedendo i suoi occhi così felici e diversi dal solito, la seguì. Uscirono dal villaggio e andarono verso il pozzo.
Rachele intanto era lì, senza brocca, ma con un sorriso grande come il sole.
E i suoi amici del villaggio, dopo aver parlato con Levi, dissero a Rachele: “Ora non crediamo più solo per quello che ci hai detto. Abbiamo sentito anche noi quella voce, abbiamo sentito anche noi quell’amore. E sappiamo che lui è veramente l’Amico di tutti, venuto nel mondo per portare l’acqua viva.”
Il piccolo scrigno del tesoro (Commento per bambini)
Avete visto quante cose sono successe intorno a un semplice pozzo? Rachele era andata a prendere l’acqua per berla, ma ha incontrato Gesù e ha trovato un’acqua molto più speciale. Gesù non parlava dell’acqua della brocca, ma dell’amore di Dio, che è come una sorgente che non si esaurisce mai.
La cosa bella è che Gesù conosceva Rachele, sapeva della sua tristezza, eppure le ha parlato con gentilezza. Non l’ha giudicata, ma le ha offerto la sua amicizia. E quell’amicizia ha riempito il suo cuore così tanto che lei è corsa a chiamare tutti!
Questo racconto ci dice che Dio ci conosce uno per uno, con le nostre gioie e le nostre piccole fatiche, e ci offre sempre la sua amicizia. E quando incontriamo davvero Gesù, non possiamo stare zitti: come Rachele, anche noi vogliamo correre a dirlo agli altri, perché l’acqua viva dell’amore di Dio è una gioia troppo grande da tenere solo per sé.
