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La finestra dei santi

La finestra dei santi

Cari catechisti e genitori,

questo racconto Tutti i Santi per bambini è pensato per la solennità, domenica 1° novembre, quando la Chiesa ascolta il Vangelo delle Beatitudini (Mt 5,1-12a). Per i bambini la parola «santo» fa pensare spesso a statue lontane, con l’aureola e lo sguardo serio. La storia di Giulia vuole avvicinarli a un’idea più semplice e più vera: i santi sono persone che lasciano passare la luce di Dio, e ce ne sono tante anche accanto a noi.

Leggetelo con calma, magari davanti a una vetrata della vostra chiesa o vicino a una finestra di casa, quando il sole entra di traverso. Alla fine trovate il commento per i bambini, qualche domanda per parlarne insieme, un’idea da fare e una piccola preghiera.

Il racconto è adatto a bambini dai 5 ai 9 anni. Buon cammino insieme!


Giulia aveva sette anni e una malattia che la nonna chiamava «la malattia dei perché». Perché il cielo è azzurro? Perché il gatto fa le fusa? Perché la domenica si va a Messa anche quando piove?

Quella domenica mattina, però, Giulia non faceva domande. Era seduta nel banco della chiesa, con le gambe che non arrivavano a terra, e si annoiava un pochino. Così guardava in alto, oltre le teste dei grandi, verso le finestre colorate.

All’improvviso il sole sbucò da dietro una nuvola e le vetrate si accesero. Il rosso diventò rosso fuoco, il blu diventò blu di mare, il giallo sembrava miele. Sul pavimento comparvero macchie di colore che ballavano sulle scarpe della gente.

In ogni finestra c’era una persona: un frate con il saio marrone e un lupo accoccolato ai suoi piedi, una ragazza con un mazzo di rose, un vecchio con due grandi chiavi in mano.

«Nonna,» sussurrò Giulia tirandole la manica, «chi sono quelli nelle finestre?»

«Sono i santi» rispose piano la nonna.

Intanto il sacerdote leggeva il Vangelo. Raccontava di Gesù che saliva su un monte, si sedeva e cominciava a parlare alla folla: «Beati i miti… beati quelli che piangono, perché saranno consolati… beati i misericordiosi… beati gli operatori di pace…»

«Che cosa vuol dire beati?» chiese Giulia, che non resisteva mai a lungo senza un perché.

«Vuol dire felici. Felici davvero, con la felicità di Dio» rispose la nonna.

Giulia guardò di nuovo le vetrate. La luce passava attraverso i santi e arrivava fino a lei, calda sulle mani. E a un tratto le sembrò di aver capito tutto.

Appena uscite di chiesa, tirò la nonna per il braccio. «Ho capito chi sono i santi! Sono quelli che lasciano passare la luce!»

La nonna si fermò in mezzo al sagrato e la guardò con gli occhi lucidi. «Hai detto una cosa bellissima, tesoro. Ma sai che i santi non stanno solo nelle finestre della chiesa?»

Mentre tornavano a casa, la nonna le fece vedere un po’ di luce nascosta. C’era il signor Franco dell’edicola, che aveva sempre una parola buona per chi passava triste. C’era la maestra Anna, che non alzava mai la voce, nemmeno quando la classe faceva un baccano da stadio. C’era la signora del terzo piano, che ogni giovedì portava la spesa a chi non poteva uscire di casa.

«Non sono santi da vetrata,» disse la nonna, «e anche loro a volte sbagliano. Ma ogni volta che consolano, perdonano o aiutano, lasciano passare un po’ della luce di Dio. E Dio vuole che diventiamo tutti santi. Proprio tutti.»

A casa, però, la luce si spense subito. Matteo, il fratellino di Giulia, aveva preso l’ultimo pezzo del suo puzzle e non voleva restituirlo. Giulia stava per strapparglielo di mano e già le saliva in gola un bel «sei antipatico!».

Poi si ricordò delle vetrate. Respirò forte, si sedette accanto a Matteo e disse: «Va bene. Lo mettiamo insieme, l’ultimo pezzo?»

Matteo la guardò sorpreso, poi sorrise e le porse il pezzo. Lo incastrarono in quattro mani. Era il pezzo del sole.

Dalla porta della cucina la nonna aveva visto tutto. «Ecco» disse sottovoce, «adesso la finestra sei tu.»

Quella sera, prima di dormire, Giulia appoggiò il naso al vetro della sua cameretta. Fuori il tramonto colorava i tetti d’arancione. Chiuse gli occhi e pregò: «Gesù, fammi diventare trasparente, così la tua luce passa e arriva a tutti.»

Il significato della storia (per bambini)

Il 1° novembre facciamo festa a tutti i santi: quelli famosi, che vediamo nelle vetrate e nelle statue, e tantissimi altri di cui nessuno conosce il nome. Sono una grande famiglia che sta in cielo con Dio e prega per noi.

Sul monte Gesù ha spiegato chi è felice davvero: chi è mite, chi consola, chi ha un cuore buono e pulito, chi perdona, chi porta la pace. Sono le Beatitudini, la strada dei santi.

I santi non erano persone perfette che non sbagliavano mai. Erano persone che hanno lasciato passare l’amore di Dio, come il sole passa attraverso un vetro. E anche tu puoi farlo: ogni volta che fai pace, che consoli un amico, che condividi quello che hai, diventi una piccola finestra da cui entra la luce di Gesù.

Domande per parlarne insieme

Un’idea da fare insieme

La vetrata della famiglia. Ritagliate alcune finestrelle in un cartoncino nero e chiudetele con carta velina colorata. In ogni riquadro il bambino disegna il santo di cui porta il nome oppure una persona buona che conosce. Attaccate la vetrata a una finestra di casa: quando entra il sole, ricorderà a tutti che la luce di Dio passa attraverso le persone.

Preghierina

Gesù, tu hai detto che sono felici i miti, i buoni e chi porta la pace. Rendimi una finestra pulita, perché la tua luce passi attraverso di me e arrivi a tutti quelli che incontro. Santi del cielo, amici miei, pregate per me. Amen.

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