Nella foresta sembrava un giorno tranquillo, come tutti gli altri giorni, quando, ad un tratto, gli animali cominciarono a far festa.
Le scimmie presero a saltare da un ramo all’altro; le iene si misero a ridere più del solito; le zebre a rincorrersi; le giraffe a cercare di spiccare il volo… Anche il rospo, preso da tutta quell’agitazione gioiosa, si mise a saltellare di qua e di là.
Tutti si divertivano un mondo, cantavano, si salutavano, si facevano i complimenti l’un l’altro …
Ma gli animali non si erano accorti che il leone, il re della foresta, si era sistemato lì vicino in una caverna umida e buia, per il suo consueto sonnellino pomeridiano.
All’improvviso il leone si svegliò e cominciò a ruggire pieno di collera:
- Che cos’è tutto questo chiasso? Chi osa disturbare il riposo del re della foresta?
In un istante si fece silenzio e tutti gli animali andarono a cercare un nascondiglio terrorizzati.
Solo il rospo, coraggioso e invadente, come al solito, si avvicinò alla grotta del leone e gli chiese:
- O re, perché ti sei arrabbiato così tanto?
- Nessuno può mancarmi di rispetto, ruggì il leone. Divorerò tutti gli animali, uno a uno. Comincerò a farlo dagli animali che hanno le righe.
- Oh, oh povere zebre! Ti prego, non puoi farlo: sono tanto gentili, supplicò il rospo.
Allora il leone minacciò:
- Divorerò tutti gli animali che hanno il collo lungo!
- Oh, oh povere giraffe! Ti prego, non puoi farlo: non hanno mai fatto male a nessuno, supplicò di nuovo il rospo.
E il leone ruggì ancora una volta:
- Allora divorerò tutti gli animali con la coda lunga!
- Oh, oh povere scimmie! Ti prego, non puoi farlo: chi ci farà ridere e divertire? supplicò il rospo ancora una volta.
Allora il leone si mise a guardare fissamente il rospo. Chi era quel piccolo, insignificante animale che osava parlargli e chiedere pietà?
- E va bene, allora mangerò gli animali invadenti e con la bocca grande! ruggì minaccioso.
E il piccolo rospo, saltellando via di gran corsa perchè aveva capito le intenzioni del leone nei suoi confronti, esclamò:
Oh, oh povero coccodrillo!
(Spagna)