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La vecchia avida

C’erano una volta un vecchio e una vecchia che avevano due figlie. Il vecchio un giorno si recò in città e acquistò ad una sorella un pesciolino e all’altra pure un pesciolino. La maggiore mangiò il suo pesciolino, invece la più giovane andò al pozzo e disse:

La ragazza mise il pesciolino nel pozzo e ritornò a casa. La madre non amava per nulla la sua figlia minore. Fece mettere alla sorella il vestito più bello e si recò con lei in chiesa alla messa, invece alla più piccola lasciò due misure di segale e le ordinò di pulirla prima che loro rincasassero dalla chiesa.

La giovane s’incamminò a prendere l’acqua e sedette accanto al pozzo a piangere, il pesciolino nuotò verso la superficie e le chiese:

Il pesciolino le disse:

La ragazza si vestì e andò alla messa. La madre non la riconobbe. Quando la messa fu al termine, la ragazza ritornò a casa, anche la madre, e sopraggiunta a casa le chiese:

Un’altra volta la madre fece mettere alla figlia maggiore il vestito più bello, andò con lei alla messa, invece alla minore lasciò tre misure d’orzo e le disse:

Dopo andò a messa. La figlia, si recò a prendere acqua, sedette accanto al pozzo e pianse. Il pesciolino nuotò verso la superficie e le chiese:

Il pesciolino le disse:

Lei si vestì, arrivò in chiesa, incominciò a pregare Dio. Il pope non cantava, non leggeva e non faceva altro che guardarla! La messa terminò.

Quel giorno alla messa c’era un principe del posto, la nostra bella fanciulla lo conquistò molto, volle conoscerla, chi era? Per avere l’occasione di parlarle le gettò della resina sotto una scarpa. La scarpa rimase attaccata a terra, ma lei andò a casa.

La scarpa era tutta decorata in oro. La vecchia arrivò a casa e iniziò a raccontare:

Nel frattempo il principe cercava da ogni parte la ragazza che aveva perso la scarpa, ma non riuscì a trovare in nessun luogo una ragazza cui la scarpa stesse a pennello. Arrivò anche dalla vecchia e le disse:

Invece diventò la bella ragazza, il principe le misurò la scarpa. La scarpa le stava perfetta. Il principe la sposò, incominciarono a vivere felici e contenti, e furono sempre ricchi.

Ci sono stato ho bevuto del moscato, sui miei baffi è sgusciato, ma in
bocca non è giunto. Mi hanno dato un vestito blu, una cornacchia che vola e grida:

Rifletto “ Giù il vestito!”, ho preso e me lo sono tolto. Mi hanno dato un
cappello, mi hanno picchiato con un manganello. Mi hanno dato delle
scarpette laccate, la cornacchia vola e grida:

Rifletto “ Rubate le scarpette “, ho preso e le ho buttate.

Aleksandr Nikolaevic Afanas’ev

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