Non può essere vero …

Il Natale è un momento per starsene lontano dai problemi, per riunirsi in famiglia, per parlare di tante cose, vicino ad un enorme tavola apparecchiata di gustose pietanze. Anche se, non tutti lo percepiscono allo stesso modo.

Savannah, una ragazza con un carattere particolare, figlia unica, vive in una lussuosa villa a quattro piani nel centro di Boston, in America. Viene da una famiglia più che benestante: sua mamma è una nota scrittrice di successo, e suo padre è uno degli agenti polizieschi più conosciuti in America. Tutto ciò, l’ha resa antipatica, viziata, prepotente e il più delle volte cattiva. Questi aspetti, rovinano la sua incredibile bellezza: occhi blu scuro, capelli biondi straordinariamente morbidi, alta, slanciata. Peccato che sia soltanto esteticamente perfetta. E’ nata nel giorno di Natale, e quest’anno compie diciassette anni, un bel traguardo per un adolescente. Per il suo compleanno, i genitori le hanno sempre fatto tanti regali. Quest’anno Savannah si sarebbe aspettata grandi doni, perché nell’ultimo periodo, i suoi genitori stavano lavorando davvero molto.

Era il 23 dicembre, e lei aveva messo già da tempo la sua “letterina” sotto l’albero. Quest’ultimo, era grande e verde, rivestito con palline di Natale dalle più svariate dimensioni; una fitta serie di lampadine color oro, creava un mantello di luci che faceva rimanere incantato chiunque lo vedesse. Ma la cosa strana, era che al di sotto, non si vedeva neanche l’ombra di pacchi regalo. Ciò, turbava molto la ragazza, in quanto era insolito un comportamento del genere dei suoi genitori.

“Che cosa strana…ancora mi devono comprare il regalo…che razza di genitori sono…?” – pensava Savannah.

Verso l’ora di cena, il giorno seguente, cioè la Vigilia di Natale, la tavola del suo enorme salone era completamente sommersa di cibo. Tutte quelle pietanze, non lasciarono la ragazza stupita, in quanto era abituata ad un pranzo simile tutti gli anni. I cibi emanavano un profumo invitante: erano poggiati su una costosissima tovaglia rossa natalizia fatta a mano.

Quando tutti sedettero a tavola, Savannah pareva avere un’aria arrabbiata.

“Qualcosa non va tesoro?” – chiese la mamma. “Hai un’aria preoccupata…” – s’intromise il padre.

“Qualcosa non va?! Qualcosa non va?! E me lo chiedete pure?! E’ il 24 dicembre. Domani è il mio compleanno, nonché il giorno di Natale. Mi spiegate perché non c’è alcun regalo sotto l’albero?!” -rispose su tutte le furie Savannah.

“Tesoro…noi proprio questo volevamo dirti…Io e tuo padre con tutto il lavoro che abbiamo avuto in questi giorni, non abbiamo trovato il tempo di comprarti il regalo. Ci dispiace tantissimo, ti promettiamo che…”

“Ti promettiamo cosa?! Mi avete deluso. I diciassette anni sono importanti. E voi non vi siete nemmeno degnati di farmi un regalo. Che sarà mai andare a comprarmi l’ultimo telefono dell’Apple, l’ultimo computer, e la macchina fotografica che vi avevo chiesto? Che pessimi genitori che ho. Io…io vi odio!” – disse piangendo mentre correva in camera sua.

Dopo qualche minuto, il padre esclamò: “Basta. Le vado a comprare il regalo. Non posso vederla così”

“E’ la sera della Vigilia di Natale. Chi vuoi che stia aperto stasera?” precisò la madre.

“So io come fare. Tu rimani qui”.

Mike, suo padre, s’infilò frettoloso il cappotto, e in tutta corsa, si avventò nella forte tempesta che c’era quella sera. In mente continuava a pensare alle parole che Savannah aveva fortemente pronunciato. “Io…io vi odio!” Fece il giro della città più di quattro volte, quando finalmente vide da lontano il negozio dell’Apple Store aperto. In qualche attimo, la vita di tutti cambiò. Mike fu assalito da un auto in tutta corsa, che lo colpì proprio al lato della guida. Quel fantastico padre che aveva cercato in tutti i modi possibili di rendere felice sua figlia, morì sul colpo …

Nel frattempo, a casa Savannah rispose ad una strana chiamata, che diceva della morte di un certo Mike Denver.

Le cadde il telefono da mano. Il suo volto divenne bianco cadavere, e le mani cominciarono a tremare. Non poteva credere a ciò che le sue orecchie stavano sentendo. Il mondo le crollò addosso. Com’ era possibile che suo padre, era morto nel giorno della vigilia di Natale per un suo vizio?

Tirò un urlo:” Mamma!!! Mamma corri da me!!” “Che cos’è successo??”

“Mamma … mamma…, papà è … morto!” […]

Quando Savannah divenne grande, giurò su suo padre, che mai avrebbe insegnato ai suoi figli l’essere viziati, presuntuosi. Avrebbe insegnato loro che il Natale non è il momento in cui si scartano i regali, ma è il momento in cui si scaldano i cuori delle famiglie, il momento in cui l’amore prevale su tutti gli altri aspetti dei nostri sentimenti.

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