La nonna dell’orco

C’erano una volta tre fratelli che, per quanto s’impegnassero a lavorare non riuscivano ad avere il necessario per vivere. Così un giorno, decisero di partire in cerca di fortuna.

Dopo alcuni giorni di viaggio si fermarono in un bosco a mangiare le more raccolte per strada, quando a un tratto videro arrivare due enormi scarponi marroni. Erano i piedi di un ORCO GIGANTESCO.

I fratelli lo guardarono un po’ spaventati, ma l’orco sorrise e disse, accennando alle more:

– Mi sembra che il vostro pranzo non sia un granché!

– Meglio mangiare questo piuttosto che non avere niente – rispose il fratello maggiore con coraggio.

– Noi sappiamo accontentarci – aggiunse l’altro fratello.

– E poi siamo sicuri che un giorno andrà meglio e che la nostra fortuna cambierà – concluse il fratello minore.

– È già cambiata – disse l’orco – perché avete incontrato me.  Ascoltatemi: vi regalerò un fischietto magico e, ogni volta che vi soffierete dentro, vedrete comparire tante MONETE D’ORO. Ma tra sette anni vi cercherò, diventerete miei servi e dovrete lavorare senza paga per tutta la vita, a meno che non risolviate tre indovinelli. Che cosa ne dite?

I tre fratelli si guardarono, poi il maggiore rispose:

– Accettiamo l’offerta! E adesso, dacci il fischietto.

Appena l’orco se ne andò, i fratelli cominciarono a soffiare nel fischietto e infatti comparve denaro a volontà. Per anni fecero una vita da signori, girando il mondo in carrozza e mangiando sempre cibi prelibati. La fine del settimo anno si avvicinava e i due fratelli più grandi erano sempre più preoccupati.

Il più piccolo, invece, diceva:

– Fidatevi di me, fratelli! Io sono furbo e riuscirò a risolvere gli indovinelli.Finché, il giorno prima della scadenza, i tre incontrarono un venditore ambulante che, vedendo la faccia triste dei due fratelli più grandi, domandò se per caso non fosse capitata loro una disgrazia.

– Ah! – dissero quei due. – È inutile che te lo raccontiamo, perché nessuno può aiutarci.

– Non si sa mai, – osservò lui.

– Voi ditemi che cosa vi è successo e io farò quello che posso.

Così i fratelli gli raccontarono dell’orco, del fischietto, degli indovinelli e della paura di non saperli risolvere. Allora il venditore ambulante disse:

– Ascoltatemi… Se volete salvarvi, uno di voi deve camminare nel bosco, fino a quando vedrà una casa con le mura di pietra. Là troverà aiuto.

Il fratello più piccolo decise di provare e si mise in cammino. Una volta nel bosco trovò facilmente la casa, entrò e vide una vecchina che sembrava avere mille anni: era la nonna dell’orco!Il piccolo le raccontò tutto quello che era successo e lei si impietosì tanto che lo nascose dentro una botte e gli disse:

– Quando tornerà mio nipote, gli chiederò degli indovinelli. Tu non fiatare, ma apri le orecchie e non perdere una parola.

La sera, quando l’orco rientrò, la nonna mise subito in tavola la cena e, mentre mangiavano, chiese al nipote come andavano le cose.

– Benissimo – rispose lui.

– Domani ti porterò qui tre fratelli che ci faranno da servitori finché vivono e non costeranno un soldo! L’orco le spiegò tutto per filo e per segno, e concluse:

– È come se fossero già miei. Gli indovinelli sono troppo difficili! – E quali sarebbero questi indovinelli? – chiese la nonna.

– Non me li puoi dire? – Certo che posso! – rispose l’orco.

– Il primo è questo:Parla senza boccati batte e non ti tocca,corre senza piedipassa e non lo vedi.La nonna ci pensò e scosse la testa: – Non so proprio rispondere!

– Ma come puoi non saperlo! è semplice! È il vento! – rise il nipote.

– E senti questo…Va sull’acqua e non si bagnava tra le spine e non si pungeentra in casa e non ci resta.

– Che cosa sarebbe? – chiese la nonna.

– Il sole! – rispose l’orco compiaciuto.Poi concluse con il terzo indovinello:La vedo da lontano e da vicino no.

Vedendo la faccia perplessa della nonna, esclamò: – Non stare a pensarci, la risposta è: la nebbia!Poi l’orco andò a dormire. La nonna aspettò che fosse profondamente addormentato e poi fece uscire il piccolo ospite dalla botte. Il ragazzo tornò a casa e, tutto contento, con i fratelli, imparò a memoria gli indovinelli. La mattina dopo arrivò l’orco, e tutto felice disse:

– Allora, siete pronti? Se indovinerete vi lascerò il fischietto e la libertà, altrimenti, sapete quello che vi aspetta!Recitò il primo indovinello e il fratello maggiore disse:

– Lasciami indovinare. Non sarà il vento, per caso?L’orco, arrabbiato, recitò il secondo indovinello, e il fratello di mezzo rispose:

– Scommetto che si tratta del sole!L’orco non poteva credere alle sue orecchie! E quando il fratello minore diede la risposta giusta anche al terzo indovinello, se ne andò via furibondo, urlando per la rabbia.

Ormai i tre fratelli erano liberi e grazie al fischietto continuarono a vivere da signori!

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