Il corredino della vecchia signora

Era la notte di Natale. Nevicava già da un paio di ore e il paesaggio era diventato tutto bianco: si intravedevano solo, alla luce debole delle stelle, le cime degli alberi e le finestre illuminate delle case dove le famiglie erano riunite per la cena della notte più attesa.

Ma, in una villetta di campagna isolata e lontana dalla strada, una donna molto anziana non sembrava prestare attenzione alla neve che scendeva a fiocchi larghi e maestosi, né al profumo che veniva dalla cucina; seduta in una vecchia poltrona rivestita con un plaid a quadri rossi e verdi, avvolta in uno scialle di lana azzurra, sferruzzava velocemente, attentissima a non sbagliare.

Concentrata in quello che stava facendo, si fermava ogni tanto solo per dipanare le matasse di lana bianca come la neve, sistemate nel cesto di vimini ai suoi piedi.

Fuori si alzò il vento freddo della notte, dal campanile della Chiesa del piccolo paese si sentirono i rintocchi dell’orologio, e quando mancava appena un quarto d’ora alla mezzanotte, la vecchia signora sentì bussare alla porta.

Allora, alzò il capo di scatto e, senza far caso ai dolori e agli acciacchi dell’età, andò quasi correndo ad aprire la porta.

-Presto, fai presto, sta nascendo-, disse un angioletto, che entrò di corsa soffiandosi sulle manine per riscaldarle e battendo i piedini intirizziti per il freddo sul tappeto di lana rossa davanti al camino.

-Ecco, ho fatto, ho fatto-, replicò la signora, -tieni, è tutto pronto; vai, presto, vai-. E porse all’angioletto un cesto di vimini azzurro coperto da una stoffa a quadrettini bianchi e gialli.

-Grazie-, disse quello, e scappò via.

Volò in cielo lasciando una scia luminosa a forma di cometa e giunse in una stalla dove un bue e un asinello riscaldavano una povera mangiatoia. Nella stalla c’era una donna, in attesa.

L’angioletto Le si inchinò ai piedi, e con una riverenza Le porse il cestino: -Ecco, è tutto pronto, Mia Signora-, le disse.

La Donna aprì il cesto di vimini e ne tirò fuori golfini, muffole, cappellini e copertine.

E in quel momento l’orologio del campanile della chiesa suonò i dodici rintocchi della mezzanotte.

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