Il carillon

C‘era una volta, in un lontano, spopolato, piccolo paesino, una famiglia molto triste e disperata: c‘era una mamma, Mary bassa e gracile, con i capelli scuri e gli occhi sofferenti, che usava spesso droghe; il marito Robert, alto, robusto e muscoloso, che era contro le donne, quindi picchiava la moglie; ed una bimba, Lucy, una innocente creatura dall’ aspetto adorabile e malinconico, i suoi occhi verdi raccontavano tutto di lei: infatti doveva subire la condizione catastrofica familiare. Questa famiglia era famosa in tutto il paese, giravano brutti racconti sul loro conto.

Si avvicinava Natale, il giorno più atteso dall’ anno da parte di tutti i bambini, questa allegria non c’ era nella famiglia di Lucy, a causa della povertà e della tristezza. Un giorno poi però tutto cambiò…Erano gli inizi di dicembre e ogni ricca e nobile famiglia allestiva l’interno e l’esterno della loro borghese abitazione, mentre dalla misera “casa” (ovvero la strada) di Lucy si cercava del cibo nell’ immondizia, per arrangiarsi di ciò che avevano a disposizione.

Lucy andò nel luna park abbandonato in cerca di qualcosa da mangiare, d’ un tratto notò una mendicante su uno scivolo. Ella era vestita in modo molto arrangiato, con una maglia scucita ed un pantalone di lana. Era scalza e guardava il vuoto dinanzi a sé. Aveva accanto a lei una borsetta, o quello che ne rimaneva. Lucy le si avvicinò con prudenza e le chiese, con tono mortificato:” Oh, povera donna, cosa vi è successo? Perché siete così sola ed abbandonata in questo misero parco?

Vuole che le faccia compagnia?” “Certo, mi farebbe molto piacere! ‘’esclamò la povera, dando un po’ di spazio alla dolce bambina. Gli occhi della donna le si illuminarono, era così felice, sembrava che nessuno le avesse mai fatto visita. Lucy restò per un po’, poi cominciò a chiacchierare con la vecchina. La mendicante poi tirò fuori dalla borsetta un carillon. Era bellissimo, d’oro, rappresentava la giostra dei cavallini, dipinti di vivaci colori. Poi c’era una manovella d’ argento. La bambina era contentissima, ma anche un po’ confusa dalla situazione.” Cos’è questo?” domandò Lucy, non cosciente di cosa fosse quel macchinario, dato il fatto che non l’aveva mai visto prima d’ ora.” Tieni, te lo regalo. Questo è un carillon. L’ho trovato qui vicino, e l’ho preso, per poi regalarlo ad una persona davvero speciale” la bimba non aveva mai ricevuto un simile complimento, quindi arrossì leggermente.” Grazie…” balbettò poi. L’altra le sorrise. Dopodiché informò:” Gira la manovella per 12 volte e accadrà qualcosa di molto speciale…speciale come il proprietario del carillon” accarezzò la guancia della bimba e poi s’ incamminò nel vuoto, fino a sparire totalmente nel buio.

Lucy sorrise, poi si ricordò che doveva portare qualcosa da mangiare a casa” Oh no! Se torno adesso senza niente in mano papà mi ammazza!!!” urlò sorpresa, poi osservò il carillon e si chiese: “E se ora giro la manovella quante volte ha detto quella donna?” ci pensò un po’,poi seguì le indicazioni delle parole della donnina, chiese tra sé e sé con aria pensosa” Ah, come vorrei avere qualcosa da portare stasera a casa…mamma e papà sarebbero fieri di me…”10,11,12! Nulla. Poi il carillon si accese e i cavalli cominciarono a danzare dolcemente sulle note di una leggiadra canzoncina, una sorta di ninna nanna. Dopo ciò il carillon si aprì e dall’ interno ne uscì una gran scorta di salami, prosciutti, panini e bibite fresche, come appena uscite da un frigo. Lucy esterrefatta, rimase senza parole, il suo stomaco cominciò a brontolare. Tornata a casa, soddisfatta mostrò ai genitori quanto trovato. Quest’ ultimi pieni di gioia, piansero dalla contentezza e abbracciarono la figlia, ormai diventata “santa” per loro.

Cenarono e terminarono tutte le scorte dalla fame. Ormai si avvicinava il Natale e” l’ ansia da Babbo Natale” si faceva sentire per le strade. Lucy, sempre povera e con una vita sfortunata, passeggiando da sola per le strade del paese e ammirando la magia del Natale, vide una felice famiglia che decorava il suo albero natalizio. Si ricordò del carillon e provò a far venir pace nella sua famiglia una volta per tutte. Prese il carillon, girò la manovella 12 volte e chiese: “Come vorrei anche io questa magia del Natale, anche io voglio avere una famiglia serena ed armoniosa, anche solo per una volta..”.

Non accadde nulla. Lucy restò molto male, quindi tornò a casa piangendo. La mattina successiva, però, la bambina si svegliò in un una villa, in una camera tutta sua e con un pigiama. Ella era molto impaurita, sorpresa e confusa, ma si alzò e proseguì a scoprire questa nuova casa. Finalmente raggiunse la cucina, dove trovò la mamma ed il papà che chiacchieravano allegramente davanti una tavola imbandita con cornetti e cappuccino. “Buongiorno tesoro! Sei già sveglia? “chiese la mamma con un sorriso stampato sulle labbra e con un aspetto fisico molto curato ed elegante. Il padre scherzò affermando:” Abbiamo una bellissima figlia soldato!” Entrambi risero. La piccola rimase perplessa, si accomodò ed afferrò un cornetto cominciando a masticarlo. Era buonissimo, preparato con molta cura, in parole povere era da leccarsi i baffi.” Allora, Lucy” cominciò Robert” sai che giorno è oggi?”

” Il più bello della mia vita, questo è certo!!”esclamò scherzosa la bimba, con un pizzico di confusione mentale: stava riprogrammando la perfezione del suo primo, fantastico, unico e spettacolare Natale. Dietro di lei c’ era un magnifico albero natalizio abbellito con palline scintillanti e decorazioni incantevoli. Sotto di esso c’ erano tantissimi regali, impacchettati con deliziosi fiocchi e accompagnati con carta bellissima. Era il momento più bello di Lucy: il suo momento. Si alzò da tavola con i genitori ed andò a scartare i doni. In totale ne erano sei, contenenti una bambola, delle biglie, dei libri, dei cerchietti, una spazzola e la magia del Natale nell’ aria. Passarono molti anni da quel Natale e Lucy crebbe, fino a diventare maggiorenne. Da allora non uso più quel carillon, conservandolo gelosamente.

Arrivò il Natale ed ella stava passeggiando da sola per le strade, con il carillon tra le mani e giunta a delle panchine vi poggiò l’oggetto, poi girò la manovella 12 volte e chiese sussurrando:” Ti prego carillon, fa in modo che chi avrà bisogno di te ti troverà qui, su questa panchina, aiutalo a migliorare la sua vita, come hai fatto con me. Questo è il mio ultimo desiderio”, posò il carillon sulla panchina e se ne andò, con la speranza di poter aiutare chi è in difficoltà.

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