Il bambino e l’angelo

“Sinite parvulos venire ad me” (dal Vangelo di Luca)

La notte in cui nacque Gesù, i pastori che custodivano le greggi sulle colline attorno a Betlemme furono svegliati dalla luce della stella cometa e dal coro degli angeli che li invitava ad andare alla grotta. Corsero in fretta verso la capanna e uno dei pastori lasciò da solo il figlioletto addormentato. Ma il piccolo si svegliò all’improvviso e, impaurito e al buio, cominciò a piangere disperatamente, fino a quando non apparve accanto a lui un angelo che lo consolò e lo rassicurò.

Per tranquillizzare il bambino, prima l’angelo soffiò sulle dita e all’improvviso il buio della notte venne rischiarato da una luce sfavillante che illuminò le tenebre, e poi invitò il ragazzino a seguirlo lungo i sentieri impervi e scoscesi fino alla capanna dove dormiva Gesù. Ma davanti alla mangiatoia c’era tanta gente e il bambino non riusciva a vedere nulla. Allora l’angelo, dotato della forza straordinaria che hanno solo gli esseri celesti, lo sollevò delicatamente perché potesse arrivare fino a Gesù e rendergli omaggio.

Il bambino, volando aggrappato alle sue ali, vide dall’alto quello che gli adulti non potevano vedere: un bimbo avvolto in fasce che dormiva in una mangiatoia, un ragazzino che parlava nel Tempio tra anziani autorevoli e saggi, acqua trasformata in vino ad un pranzo di nozze, una bambina della sua età ritornare in vita per la gioia dei suoi genitori, cinque pani e due pesci moltiplicarsi per sfamare migliaia di adulti, donne e bambini. Poi, l’angelo lo portò ancora più alto, e da lassù il bambino vide una croce, una pietra ribaltata, un sepolcro vuoto e infine la stessa luce accecante che aveva svegliato i pastori in quella notte.

Ho sempre creduto nella forza della luce, che delimita e definisce contorni, rivela tutto quello che è nascosto e fa sparire il timore e la paura del buio e dell’oscurità. La luce è vita e forza, gioia e allegria. In questi racconti destinati ai bambini e non solo, è lei la protagonista assoluta. C’è un significato immediato, ben visibile a chi legge, e un significato nascosto, che racchiude un messaggio fatto di amore e amicizia, condivisione, coraggio e umiltà, presupposti senza i quali nessuna vita può essere considerata degna di essere vissuta.

C’è soprattutto la mia convinzione personale che solo una rigorosa ricerca delle spiegazioni del nuovo e della novità rendono giustizia alla logica e all’intelligenza, cioè alle capacità di discernimento che l’umanità possiede e che ha permesso i grandi progressi. Con questo intento, e con il desiderio di indicare la Luce vera, quella che illumina il cammino di ogni uomo, nasce questo libretto.

Perché Natale non sia solo una luce esterna, fredda e passeggera, ma memoriale di vita, calore dell’anima e della coscienza di ciascuno di noi.

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