Bruno Ferrero: Il vino migliore

Un uomo e una donna si sposarono in tarda età e con grande loro gioia e sorpresa ebbero un figlio. Lo allevarono con tutto l’amore e la cura possibili e, pur essendo molto poveri, lo mandarono alla scuola di un saggio perché crescesse anche nello spirito.

Tornato a casa, il ragazzo aveva un unico desiderio: sdebitarsi in qualche modo con i suoi genitori.

“Che potrei mai fare” chiese loro “di realmente gradito per voi?”.

“La cosa più cara che abbiamo sei tu, figliolo” risposero i due anziani. “Se però vuoi proprio farci un regalo, procuraci un po’ di vino. Ne siamo golosi, e sono tanti anni che non ne beviamo un goccio…”.

Il ragazzo non aveva un soldo. Un giorno, mentre andava nel bosco a far legna, attinse con le mani l’acqua che precipitava da un enorme cascata e ne bevve: gli parve avesse il sapore del vino più dolce e schietto. Ne riempi un orcio che aveva con sé e tornò in fretta a casa.

“Ecco il mio regalo” disse ai genitori. “Un orcio di vino per voi”.

I genitori assaggiarono l’acqua e, pur non sentendo altro gusto che quello dell’acqua, gli sorrisero e lo ringraziarono molto.

“La prossima settimana ve ne porterò un altro orcio” disse il figlio. E così fece per molte settimane di seguito. I due anziani stettero al gioco: bevevano l’acqua con grande entusiasmo ed erano felici di vedere la gioia fiorire sul volto del figlio.

Avvenne così un fatto meraviglioso: i loro acciacchi scomparvero e le loro rughe si appianarono.

Come se quell’acqua avesse qualcosa di miracoloso. E’ il miracolo del “grazie”.

Esistono persone che lavano, stirano, cucinano per altre persone per dieci, venti, trent’anni.

Fanno loro compagnia, le curano, le amano giorno e notte. Eppure non si sono mai sentite dire “grazie”. Dire “grazie” non é una questione di galateo. Significa dire ad una persona: “Toh, mi sono accorto che tu esisti”.

Per questo il mondo è pieno di persone invisibili.

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