Una sirena innamorata del mondo

Se c’era una cosa che la Sirenetta, la più piccola delle figlie del re del mare, desiderava con tutto il cuore era vedere finalmente il mondo degli esseri umani.

Ma era ancora troppo piccola per farlo. La legge del mare diceva infatti che le principesse dovevano aspettare di compiere quindici anni prima di nuotare fino alla superficie e osservare con i propri occhi cosa c’era al di là dell’acqua: le persone che camminavano con due gambe, e le nuvole, le spiagge, le montagne…

Perché non ho ancora quindici anni?, pensava ogni giorno, desiderosa che il tempo passasse più in fretta.

Allora costringeva la nonna, che era la sirena più importante del regno, a ripeterle fino allo sfinimento tutto ciò che sapeva.

«Ma ti ho già detto ogni cosa! Cosa vuoi sapere di più?» chiedeva la nonna, la cui chioma bianca arrivava quasi fino alla punta della coda.

«Ti prego! Voglio risentire le tue storie!»

E la nonna si arrendeva, mettendosi a raccontare di navi, battelli, bastimenti, vascelli, ma anche di spiagge e di città.

«Sai, ne esistono di piccole e di grandi. Alcune hanno altissimi palazzi grigi, altre edifici di due o tre piani con facciate allegre; in alcune c’è una grande piazza in cui le persone si siedono a bere e a mangiare, in altre gli abitanti camminano veloci senza fermarsi mai. Ci sono città che sorgono in riva al mare, altre sono attraversate da fiumi, e poi città arroccate sulle montagne, e città in pianura…»

La Sirenetta ascoltava questi racconti rapita, e la sua fantasia correva. Tutto le sembrava così diverso dalla monotona vita negli abissi marini!

Ma il suo sogno più grande era riuscire a sentire il profumo dei fiori.

Anche nel mare c’erano dei fiori, certo, ed erano fiori meravigliosi, di ogni colore possibile, ma non avevano nessun odore.

«Oh, come sarebbe bello cogliere delle… rose… o delle azalee… e sentirne il dolce aroma!» esclamava la Sirenetta, che nominava specie di fiori senza neppure sapere bene di cosa stessa parlando.

Sapeva che un giorno ce l’avrebbe fatta, ad andare lassù!

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