Robin e l’ampolla magica

C’era una volta, molto tempo fa, un bambino di nome Robin che non era molto ricco ma era amato infinitamente dal padre. Vivevano in una casetta in un paesino sperduto tra i boschi.

Erano felici, ma un triste giorno il padre di Robin si ammalò, e non di una malattia qualunque ma di un male molto grave, anzi impossibile da curare.

Robin gli rimase vicino e lo ascoltò, o meglio, ascoltò le sue fantastiche storie. Lo colpì una in particolare: raccontava di un’ampolla contenente dell’acqua che poteva guarire qualsiasi malattia.

Purtroppo, però, un potentissimo stregone l’aveva nascosta, prima di morire, sulla cima di un’altissima montagna sempre ricoperta di neve, e aveva poi affidato a un cattivissimo drago il compito di proteggerla.

Robin decise subito di partire alla ricerca della prodigiosa acqua per salvare la vita del padre.

Lo baciò sulla fronte e si incamminò in una tiepida mattina invernale senza sapere di preciso da che parte andare, quando all’improvviso vide in lontananza un monte altissimo, alto come dieci case una sopra all’altra, tutto ricoperto di neve.

Capì subito che era lì che doveva andare.

Iniziò a salire lungo lo stretto sentiero che conduceva alla cima e appena fu a metà strada una fortissima tempesta lo colse di sorpresa.

Il vento soffiava paurosamente, e si era fatto ormai tardi e buoi, ma Robin non interruppe il cammino. L’amore per il padre era troppo grande per essere fermato da una bufera.

Continuò la sua scalata e l’indomani aveva quasi raggiunto la cima e il cielo era tornato sereno.

Mentre camminava si accorse che c’era, proprio davanti a lui, un’ anziana signora con un pesante carico di legna da portare fino alla sua capanna.

Robin la aiutò e le raccontò la sua storia.

Lei per ricambiare il favore ricevuto, gli offrì del cibo e gli regalò un medaglione magico. Infatti chi lo avesse indossato sarebbe diventato completamente invisibile.

Robin ringraziò, salutò la vecchietta e riprese il suo viaggio.

Arrivò finalmente alla grotta e vide l’enorme drago addormentato davanti all’ingresso. Indossò il medaglione ed entrò coraggiosamente nella caverna.

All’interno era bellissima: l’acqua, ghiacciando per il freddo, aveva formato dei cristalli luccicanti che pendevano dalle pareti e dal soffitto.

Proprio al centro c’ ra una sorgente che spruzzava l’acqua verso l’alto e sopra c’era l’ampolla magica. Robin l’afferrò e se la mise in tasca facendo attenzione a non romperla.

Sempre con il medaglione al collo uscì senza essere visto dal drago. Corse per tutta la strada del ritorno, felice.

Quando arrivò a casa spalancò la porta e andò velocemente dal padre che riposava. Gli versò sulle labbra una goccia d’acqua magica e scoppiò a piangere.

Le sue erano lacrime di gioia perché il padre si era subito alzato dal letto e lo aveva preso tra le sue braccia forti. Era finalmente guarito e i due vissero per sempre felici e contenti.

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