Puzzetta e piccolo pirata

Immagina due bambini:
un maschio e una femmina; un fratello minore e una sorella maggiore.

La stanza è immersa nell’oscurità perché è ora di dormire.
La sorella maggiore è nel letto di sopra, il fratello minore in quello di sotto.

I genitori finiscono di cenare in cucina. La camera ha le pareti blu e le tende rosse. Illumina la stanza solo una piccola luce gialla, a forma di luna.

Ma sembra che questo fratello minore e questa sorella maggiore non abbiano molta voglia di dormire e nell’oscurità si sentono le loro voci.

Il primo a parlare è il fratello: «Dormi?».
La sorella risponde di no, non dorme.

Allora lui le chiede perché non dorme e lei gli spiega che ha paura di un orso bianco, un terribile e feroce orso bianco, nascosto dietro le tende rosse della loro stanza blu.

«Ho paura che l’orso stia lì, a guardarci e ad aspettare che chiudiamo gli occhi per divorarci», dice la sorella. «Ci spia, mi sembra di sentirlo respirare e grugnire. E devo rimanere con gli occhi spalancati fissi sulla tenda, sennò uscirà, si alzerà sulle zampe posteriori, farà un verso terribile, e poi tirerà fuori gli artigli e ci mangerà.»

Questa storia preoccupa un po’ il fratello.

Ma com’è possibile che un orso, che vive solo tra ghiacci polari, si sia sistemato proprio nella loro stanza, al calduccio?
Inoltre mamma e papà sono svegli, e ogni tanto le loro voci arrivano dalla cucina insieme al rumore di piatti e bicchieri.

No, pensa il fratello, un orso bianco non ci può proprio stare lì.
E dice alla sorella, con un piccolo sorriso che si sente anche nella voce:
«Che matta che sei! L’orso bianco vive dove tutto è bianco, non dietro le nostre tende rosse. E mamma e papà sono svegli. Se un feroce orso bianco ci attaccasse se ne accorgerebbero. E poi lo sai che io posso proteggerti con la mia mano magica!»

Questa storia della mano magica diverte molto la sorella maggiore.
Suo fratello è più piccolo di lei.
E non si è mai visto un piccolo che protegge un grande. Soprattutto contro un orso bianco incredibilmente feroce.
Eppure questa sorella allunga la mano verso il letto del fratello minore e spera che la mano del fratello sia magica, almeno un po’. Le sarebbe di grande aiuto per combattere l’orso bianco.

Nella camera blu dalle tende rosse, un fratello e una sorella si danno la mano.
Succede spesso, d’altronde.

Quando il fratello chiede alla sorella se le va di cantare una canzone, lei dice: «Va bene».
Lei ha una voce bellissima.

E il fratello adora la sua voce.
“Da grande sarà una cantante”, pensa.
E ascolta felice:
Questa è la canzone, che la mamma mi cantava, la sua voce era dolce e così mi addormentava».

Poi al fratello viene in mente una cosa e dice:
«Perché sei tu a dormire nel letto di sopra?».

«Perché sono la più grande.»

«Dormirò mai di sopra?»

«No, sarai sempre il più piccolo, per tutta la vita.»

«Anche quando sarò grande e diventerò un marinaio?»

«Da grande farai il marinaio?»

«Sì, e avrò una spada, un fazzoletto nero in testa e una bandiera piena di scheletri e teschi!»

«Questo non è un marinaio, è un pirata, e i pirati non esistono.»

«Non è un marinaio?»

«No, i marinai lavorano sulle navi. I pirati, invece, sono molto cattivi ma non esistono.»

«Nemmeno il tuo orso bianco, esiste.
Io sarò un marinaio, con un teschio, e vedremo chi sarà il più grande tra noi due.»

«Sarai sempre più piccolo di me, è così, non potrai mai raggiungermi.»

«Lo vedremo… Posso salire nel tuo letto?»

«No, mamma e papà non vogliono, e poi ti muovi troppo.»

«Ti prego, sorellina adorata…»

«Va bene. Vieni.»

«Così non avrai paura dell’orso cattivo.»

«Sì, ma non metterti dalla parte del muro, quello è il mio lato.»

«Va bene. Come mamma e papà… secondo te a volte mamma cambia lato?»

«Non lo so. Basta parlare, adesso.»

Nella stanza si vede il bambino uscire dal letto e arrampicarsi sulla scala che lo porta nel letto della sorella.

Non dovrebbe farlo perché i genitori hanno paura che cada, ma lui adora rannicchiarsi al caldo vicino alla sorella maggiore.

La sorella è come un mistero per lui, le sembra fantastica e dolce.
Ama addormentarsi abbracciato a lei.
E farle domande su ogni cosa.

Per un istante tutto tace, tanto che si potrebbe pensare che i bambini stiano dormendo.
Ma all’improvviso, il fratello dice: «Riesci a dormire? Io non ci riesco, penso a quando sarò un pirata. Tu come fai ad addormentarti?».

«Immagino dei folletti che si mettono agli angoli del mio letto e lo fanno girare, sempre più veloce. Quando apro gli occhi non so più dove sono e mi addormento subito.»

«Possiamo immaginarlo insieme?»

«Va bene. Contiamo fino a tre?»

Nella stanza, questa sera, si sentono due voci che insieme dicono: «Uno! Due! Tre!».

Nella stanza, questa sera, arrivano quattro folletti. Sono piccolissimi, piccoli come dei topolini, e ognuno indossa un cappello a punta verde bosco.

Si mettono agli angoli del letto e ridono con risatine squillanti come delle campanelle.

Poi i folletti iniziano a far girare il letto che volteggia come una trottola in mezzo alla stanza.

È un vortice spettacolare.
Poi il letto scompare. Tutto, nella stanza, scompare. Tutto diventa bianco, bianco come una pagina bianca. I bambini non si vedono più. Si vede solo tanto bianco.

La storia continua su…

Puzzetta e piccolo pirata
“Immagina due bambini,
un fratello e una sorella…
immagina una stanza buia,
immagina un pirata dalla mano magica…”
Età di lettura: da 7 anni.
Che ne dici di leggere anche... :-)

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