Il dromedario e il cammello

Un giorno il dromedario disse al cammello: «Amico, ti compiango. Permetti che ti faccia le mie condoglianze».

«Perché?» domandò il cammello. «Non sono mica in lutto».

«Vedo», proseguì il dromedario, «che non ti rendi conto della tua disgrazia. Tu sei chiaramente un dromedario sbagliato per eccesso: hai due gobbe anziché una sola. Ciò è molto, molto triste».

«Prego», disse il cammello, «io non volevo dirtelo per delicatezza, ma la disgrazia è tutta tua. Tu sei chiaramente un cammello sbagliato per difetto: non lo sai che hai una sola gobba anziché due, come dovresti?».

La discussione continuò per un bel pezzo. I due animali stavano già per venire alle mani, anzi, alle gobbe, quando passò di lì un beduino.«Chiediamo a lui chi ha ragione», propose il dromedario.

Il beduino li stette ad ascoltare pazientemente, scosse la testa e rispose: «Amici miei, siete sbagliati tutte e due. Ma non siete sbagliati nelle gobbe: quelle ve le ha date la natura, il cammello è bello perché ne ha due e il dromedario è bello perché ne ha una sola. Siete sbagliati nel cervello, perché non l’avete ancora capito».

Gianni Rodari

Ascolta la storia e la riflessione di don Paolo Alliata

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