Un dono speciale

Cenerentola non aveva più una famiglia. Nel grande ritratto appeso nel salone figuravano solo il padre insieme alla matrigna e alle sue due sorellastre. Di lei, nemmeno l’ombra.

Eppure un tempo Cenerentola era stata felice, insieme al papà e alla mamma – e non c’era giorno in cui non pensasse a lei, ora che non era più con loro.

Un giorno il padre di Cenerentola annunciò che doveva partire per un lungo viaggio, e chiese alle ragazze della casa cosa desiderassero in dono al suo ritorno.

La maggiore delle sorellastre non aveva dubbi: «Vorrei dei vestiti nuovi, che siano fatti con le stoffe più preziose!»

La seconda, invece, rispose: «Io voglio perle e gemme, le più scintillanti che esistano! Voglio che tutte le ragazze muoiano d’invidia»

«E tu, Cenerentola?» domandò l’uomo dando una carezza alla figlia, che era bella come la sua adorata prima moglie.

«Padre mio, io vorrei solo il primo rametto che ti colpirà il cappello sulla via del ritorno.»

«Solo questo?» esclamò il padre, stupito da quella richiesta tanto bizzarra.

«Sì, soltanto questo» rispose la figlia.

Poi il papà salì sulla carrozza e partì.

Quando, mesi dopo, tornò a casa, aveva con sé tutti i doni promessi. Per la prima sorellastra abiti confezionati dai più famosi sarti della capitale, per la seconda gioielli straordinari e per Cenerentola un rametto di nocciòlo che, sulla strada, gli aveva sfiorato il cappello facendolo cadere a terra.

La ragazza lo accolse come se fosse il più prezioso dei doni e corse a piantarlo sulla tomba della madre. Inginocchiata, pianse talmente tanto per la nostalgia che il rametto, bagnato dalle sue lacrime, crebbe e diventò un bellissimo nocciòlo.

Sulla sua cima, ogni volta che Cenerentola andava lì a ricordare la madre, si posava un uccellino, che ascoltava le preghiere della fanciulla e la consolava col suo cinguettio melodioso.

In quei momenti, Cenerentola sentiva vicino lo spirito della madre e sul suo viso spuntava un dolcissimo sorriso.

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