Messaggio d ‘amore

Un quarto di Luna, triste e pensierosa, rifletteva in compagnia di grosse nuvole grigie. Non una stella illuminava il cielo. Ad un tratto vide, accanto a sé, una bianca nuvoletta, e quasi le fece tenerezza. Bruscamente le chiese:

“Tu, domani mattina, sarai ancora qui?”

“Non so, dipende dal vento¼ di che cosa avevi bisogno?” – Osò chiedere la nuvola, che in fondo tanto timida non era.

“Ho saputo che il Sole non ha più voglia di uscire, é malato ed anche impermalito. Sembra, che sulla terra, gli umani che ancora lo adorano, per riscaldarsi ai suo raggi, si devono proteggere, non é più come una volta; altri, addirittura lo scansano, e preferiscono l’ombra. E’ così vanesio il vecchio Sole¼ ma io l’adoro, anche se, purtroppo, rare volte ho potuto scorgerlo e molto presto; pensa non l’ho mai visto in tutto il suo splendore, né lui me, purtroppo, ma lo amo moltissimo e sto male al pensiero di saperlo malato, triste e forse anche un po’ sciatto.”

“Che dovrei dirgli, io che non sono niente, nel caso che il vento non mi avesse mandata via?”

“Tu, sei carina, non sei minacciosa come le tue sorelle, sei bianca e non gonfia d’acqua, si vede che sei molto giovane, potresti portargli un messaggio da parte mia. Ne sarai capace?”

“Certo, disse la nuvoletta, mi piacerebbe fare da tramite a due eterni innamorati”

“Che tornasse a brillare, caspiterina, che non facesse l’ombroso, e lo scontroso, ma bensì il suo lavoro! Che non se la pigliasse con gli umani! Va bene, i suoi raggi non sono più sani come una volta, ma c’è bisogno di Lui, non può lasciarsi morire, perché tutto questo mi rattrista; anch’io sono depressa, soprattutto nelle notti senza stelle, ma reagisco!”

La nuvoletta, vide una Luna piccola, stizzita, amareggiata e piena d’amore. Siccome, come ho già detto, era molto giovane e irrimediabilmente romantica disse:

“Al nascere dell’alba io ci sarò, Luna, parlerò al Sole, e Lui mi ascolterà, poi, chiederò al vento di portare tutte le nuvole lontano, in modo che, un cielo azzurro accolga il Sole in tutto il suo splendore. Ci riuscirò, lo farò per te, per la tua eleganza, e per questo amore formato da fasci di luci diverse.”

La trasformazione fu lenta ma straordinaria: la Luna esplose nel suo tipico “faccione”, il Mare le fece da specchio; la sua immagine d’argento le fece pensare a quanto splendido sarebbe stato il Sole, il giorno dopo. Doveva continuamente corteggiarlo, quel vecchio vanesio. Lui, che emanava tanto calore, in fondo, aveva bisogno di Lei, vecchia luna dalla luce fredda; come tutti in fondo, senza la forza e l’appoggio dell’amore, non é possibile alzarsi.

di: Sandra Carresi

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