Le Campane volanti

Riccardo e Silvia erano ospiti dalla nonna Maria per le vacanze di Pasqua.

Stavano ascoltando con attenzione la nonna che raccontava loro una storia.

Tutte le campane del mondo sono andate a Roma a trovare le loro sorelle che sono a San Pietro. Ma sei sicura, nonna? fece Riccardo dubbioso. Chi le ha portate? s’incuriosì Silvia. Sono andate da sole! Ma non è possibile! esclamò Riccardo.

Eppure da ieri non si sono più sentite suonare disse la nonna. Si racconta che la notte del venerdì, quando la gente dorme, le campane di tutte le chiese, zitte zitte volino a trovare le campane di Roma. Volano a Roma e stanno in silenzio perché dal venerdì quando Gesù muore sulla Croce fino alla sua Risurrezione le campane non possono essere gioiose: Gesù, infatti, sta nel ventre della terra, perché per amore ha dato la sua vita per noi. Ma quando si avvicina il giorno della Domenica di Pasqua, cioè della Risurrezione del Signore, alla notte del sabato santo, la campane di tutto il mondo ritornano alle loro chiese, volando assieme alle colombe pasquali, e nel loro passaggio depositano uova e dolci per i bambini. Fanno così perché già vogliono incominciare a festeggiare quello che sta per accadere: Gesù che per amore ha dato la sua vita risorge.

I due nipotini ascoltavano attenti, ma un po’ increduli. Che fanno le colombe? chiese Silvia. Volano col rametto d’ulivo nel becco, in segno di pace.

Davvero le campane lasciano uova e dolci per i bambini? domandò Riccardo, interessato.

Si, ma soltanto per i bambini che credono a questa storia, concluse nonna Maria.

Poco dopo i due fratelli, rimasti soli, si misero a discutere.

Ma le campane non possono volare, non hanno le lai! E poi, come fanno a portare dolci ai bambini se non hanno le mani? Sicuramente è una favola! esclamò Riccardo.

Perché la nonna la racconta come una storia vera? chiese Silvia.

Forse lei ci crederà, disse Riccardo. Allora aspetterà i dolci dalle campane e ci resterà male non trovandoli, concluse Silvia. I bambini pensarono al da farsi, poi ebbero un’idea e per tutto il pomeriggio del sabato furono occupatissimi: Silvia in cucina, con la zia, e Riccardo a gironzolare attorno alla colombaia trascinandosi dietro la scala. La nonna, si accorse di tutto quel traffico, ma fece finta di niente.

La Domenica le campane tornarono a suonare, è la Pasqua del Signore, Cristo è risorto e le campane a tutta voce suonano la gioia e l’allegria della Risurrezione.

Alla fine del pranzo di Pasqua arrivò la zia reggendo su un vassoio una grossa campana di pastafrolla, legata con nastrini colorati. I due bambini si strizzarono l’occhio, aspettando con impazienza il resto della sorpresa. Quando la campana fu sollevata, uscì una piccola colomba spaurita che lasciò cadere a terra un ramoscello d’ulivo.

Svelto, Riccardo lo raccolse e lo porse alla nonna:

Tieni, nonna, è per te!

La nonna sorrise commossa; non poteva parlare perché la voce le temeva un po’.

Che ne dici di leggere anche... :-)

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