La zuppa di chiodo

In una notte buia e tempestosa un mendicante bussò alla porta di una casa e chiese rifugio.
Una vecchia rispose che se voleva poteva entrare, ma non doveva aspettarsi del cibo perché non ne aveva in casa.
– E non aspettatevi di poter avere un letto per dormire – aggiunse, – perché ne ho solo uno ed è quello in cui dormo io. Voi dovrete dormire su una sedia.
Il mendicante aveva fame, ma visto che non avrebbe avuto cibo, si sedette vicino al fuoco. Poi prese un vecchio chiodo dalla sua tasca e se lo passò di mano in mano.
– Vedete questo chiodo? – disse alla fine. – Non ci crederete, ma l’altra sera ho fatto la migliore zuppa che io abbia mai mangiato, cuocendo questo chiodo; e non solo, ma ne farò un’altra questa sera. Posso farvi un po’ di zuppa di chiodo? –
– Zuppa di chiodo! – storse il naso la vecchia. – Non ho mai sentito niente del genere.

Ma il mendicante vide che era curiosa.

– Tutto quello che ho fatto – le disse – è stato di bollirlo in un vecchio pentolone, ed era deliziosa.
– Bene, visto che non ho niente di meglio da fare, e non ho niente da mangiare in casa, probabilmente potreste mostrarmi come fate – disse la vecchia dopo pochi minuti.
– Avete per caso una grande pentola e dell’acqua? – chiese il mendicante.
– Certo – disse la vecchia donna, tenendo una grande pentola e mostrandogli dov’era l’acqua. Ella guardò il mendicante riempire attentamente il pentolone fino a metà di acqua, metterlo sulla stufa, e farvi cadere dentro il chiodo. Poi si sedette e aspettò.
Di tanto in tanto la vecchia si sporgeva sulla pentola per vedere come andava la zuppa. Una volta, alzando il coperchio, il mendicante disse:

– Ieri sera a questo punto c’era bisogno di un po’ di sale e di pepe. Immagino che non ne abbiate un po’ in casa! –
– Dovrei averne un po’ – disse la vecchia sgarbatamente, e da una mensola prese del sale e del pepe che buttò nell’acqua con il chiodo. La volta seguente che alzò il coperchio, il mendicante disse:
– Che peccato che non abbiate mezza cipolla perché quella renderebbe la zuppa persino migliore di quello che era ieri sera.
– Dovrei proprio avere una cipolla – disse la vecchia donna, piuttosto eccitata a questo punto al pensiero della zuppa di chiodo. E andò nella dispensa per prendere la cipolla. Come aprì la porta, il mendicante colse un luccichio di vassoi ricolmi di cibo, ma non disse nulla fino a che la cipolla non fu nella pentola.

Poi, mescolando di nuovo la zuppa, disse di nuovo tra sé e sé:

– Che peccato che questa buona cipolla non abbia né carote né patate a farle compagnia.
Proprio come sperava, la vecchia donna velocemente portò alcune carote e patate dalla dispensa, le pelò, le tagliò e le mise nella pentola.

A quel punto la zuppa cominciava ad avere un buon odore, e non passò molto prima che il mendicante dicesse che se quella sera avesse potuto aggiungere un po’ di carne alla sua zuppa di chiodo, sarebbe andata bene persino per re e regine. In un attimo, la vecchia donna aveva preso della carne e l’aveva messa nella pentola.
Mentre la zuppa bolliva, il mendicante si guardò in giro sul tavolo. “È strano” disse. “Ma la mia zuppa di chiodo è sempre più buona quando la mangio a una tavola apparecchiata con bei piatti, e quando ci sono anche
una candela o due sul tavolo.”

La vecchia, per non sembrare da meno, mise la sua più bella tovaglia e prese le più belle stoviglie dalla madia. Presto il tavolo sembrò pronto per una festa.

– Che peccato – disse il mendicante – che non abbiamo pane da mangiare con questa zuppa di chiodo, ma ricordo che mi avete detto che non c’è cibo in casa.
– Do solo un’occhiata nel cassetto del pane – disse la vecchia donna, e tirò fuori un pane che sembrava fosse stato cotto proprio quella mattina.

La zuppa ora aveva un profumo delizioso e il mendicante non vedeva l’ora di mangiarla, ma aspettò ancora qualche minuto prima di dire:

– Peccato che non ci sia del vino da bere con la nostra zuppa di chiodo, perché mi sarebbe piaciuto che voi l’apprezzaste con un bicchiere di vino.
– Solo un attimo – disse la vecchia donna, e prese una bella bottiglia di vino dal retro di un armadio e lo mise sul tavolo con due bicchieri.
– Ora la zuppa è pronta. Spero che vi piaccia. – disse il mendicante con entusiasmo e pescò il chiodo dalla zuppa con un cucchiaio e se lo mise in tasca prima di portare la zuppa in tavola.

Entrambi ebbero un pranzo fantastico. Dopo la zuppa, che la donna giudicò la migliore che avesse mai assaggiato, trovò del formaggio e altre buone cose nella dispensa. Si raccontarono molte storie, risero molto, e passarono una serata molto piacevole.

Man mano che le candele si consumavano, la vecchia donna disse al mendicante di andare a dormire nel suo letto, dicendo che lei sarebbe stata abbastanza comoda in una sedia vicino al fuoco, e così il vecchio andò a letto e dormì saporitamente.

Come partì, il mattino dopo, il mendicante ringraziò la vecchia donna per la sua gentilezza, ma ella disse:
– No, no, sono io che devo ringraziarvi, per avermi mostrato come fare una zuppa da un vecchio chiodo.
– È quello che avete aggiunto voi che fa la differenza! – disse il mendicante, sorridendo mentre camminava lungo la strada, e si tastò la tasca per essere sicuro che il chiodo fosse lì per la sera dopo.

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