Gli sciacalli e l’elefante

Chi sciacalli avevano mangiato tutte le carogne che c’erano nei bosco, e non avevano più da mangiare. Ed ecco che a un vecchio sciacallo venne in mente un modo di trovare da sfamarsi. Andò dall’elefante e gli disse:

– Noialtri avevamo un re, ma da un po’ di tempo non fila dritto: ci ordina di fare certe cose, che non è possibile eseguire. Noi ci vogliamo scegliere un altro re, e il nostro popolo mi ha mandato appunto a pregarti di diventare tu il re nostro. Si campa bene, da noi: qualunque cosa tu ci comanderai, noi la faremo, e ti rispetteremo in tutto. Vieni nel nostro regno.

L’elefante acconsentì, e andò dietro allo sciacallo. Lo sciacallo lo condusse in una palude. Quando l’elefante fu ben affondato nel fango, lo sciacallo gli disse:

– Adesso, comanda pure: qualunque cosa ci ordini, noi la faremo.

L’elefante rispose:

– Io vi comando di tirarmi fuori di qui.

Lo sciacallo si mise a ridere, e disse:

– Attaccati con la proboscide alla coda mia, e subito ti tiro fuori.

Rispose l’elefante:

– Ti pare possibile con la coda, tirar fuori me?

Allora lo sciacallo gli disse:

– E perché, dunque, tu comandi una cosa che non si può fare? Apposta abbiamo cacciato via il re di prima, perché ci comandava certe cose che non si potevano eseguire.

Quando l’elefante, lì nella palude, fu morto, gli sciacalli vennero e se lo mangiarono.

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